Questa capitale europea è decisamente diversa da tutte le altre e per quanto ce lo aspettassimo, in un primo momento, ci ha colto di sorpresa lasciandoci un po’ disorientati. Questa sensazione è durata davvero poco, e una volta che abbiamo iniziato a girare la città attraverso i suoi quartieri, si è fatta conoscere svelando aspetti che ce ne hanno fatto innamorare.
Lisbona, costruita su sette colli e dominata da un castello moresco, nelle giornate di sole è inondata da una luce tersa e brillante che ne esalta i mille colori. Questa sua caratteristica l’ha portata ad essere soprannominata la città della luce. Questo suo aspetto fu sottolineato da uno dei più illustri poeti portoghesi, Fernando Pessoa che scrisse: “Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole”.
Durante questa vacanza, noi abbiamo soggiornato in un piccolo e tipico appartamento nel quartiere dell’Alfama, il più antico della città e l’unico a non essere stato distrutto dal grande terremoto del 1755. Questo è il motivo per cui quest’area ha mantenuto il suo antico carattere pittoresco di labirinto di vicoli e piazzette, e rimane una tra le zone più vivaci ed originali della città, con i suoi locali tradizionali dove oltre a gustare l’ottima cucina locale, si può ascoltare il Fado, la tipica malinconica musica portoghese.
Proprio a proposito della cucina, a Lisbona si può mangiare bene spendendo poco, soprattutto se si sceglie il “menu do dia” o il “prato do dia” dal buon rapporto qualità prezzo. Generalmente a pranzo si riesce a spendere poco anche nei migliori ristoranti.
Due classici da provare sono il bacalhau (baccalà) che viene proposto in diversi modi, e i famosi pastéis de nata o pastéis de Belém, ovvero dei pasticcini a base di pasta sfoglia alla crema.
Da non dimenticare la Ginjinha, il liquore che è quasi un simbolo della città, ottenuto dall’infusione delle amarene (in portoghese ginja) nell’alcol, con l’aggiunta di altri ingredienti. La si può trovare in tutti i locali della capitale portoghese, ma a noi è piaciuto gustarla nelle vie dell’Alfama dove capitava di trovare delle signore anziane che la proponevano stando sedute davanti all’uscio della propria casa, offrendola in piccoli bicchierini di vetro.
Un’esperienza da fare è un giro sul caratteristico Tram 28, ormai un simbolo di Lisbona. Si tratta di quei bellissimi tram gialli risalenti agli anni Trenta, che con una corsa di circa 40 minuti collegano Matrim Moniz a Campo Ourique attraversando i famosi quartieri Graca, Alfama, Baixa ed Estrela. Queste vetture storiche vengono ancora utilizzate in quanto il percorso della linea 28 non è adatto ai tram moderni in quanto si sviluppa quasi interamente su un percorso con diverse salite e discese molto ripide, su vie davvero piccole e con curve molto strette. Un tour “fai da te” da non perdere per chi decide di visitare questa bella capitale europea.
Bello, interessante e caratteristico è il Museu do Fado







