Il racconto di un viaggio in moto in Tunisia vissuto dal punto di vista di un videomaker, durante un tour organizzato da Motorizzonti

Questo viaggio in moto in Tunisia non nasce come una semplice partenza, ma come un racconto da costruire.
Sono partito come videomaker per conto di Motorizzonti, con l’obiettivo di raccontare cosa significhi davvero vivere un tour in moto in Tunisia: non solo i luoghi attraversati, ma il ritmo, le relazioni e le sensazioni che si creano giorno dopo giorno.

Ogni viaggio ha un suo modo di entrare dentro. Alcuni scorrono leggeri, quasi silenziosi, come nel caso di Lisbona, altri invece si fanno sentire fin da subito, più diretti, più intensi. Questo viaggio in Tunisia appartiene decisamente alla seconda categoria.

In questo caso, per gran parte del viaggio, mi sono mosso a bordo del furgone di assistenza e supporto. Una posizione particolare, che mi ha permesso di osservare il gruppo da fuori, cogliere dinamiche, attese, ripartenze e quei momenti che spesso sfuggono quando si è concentrati solo sulla guida.
Non sono però mancati alcuni tratti vissuti in sella, trasportato in moto da Valter Titotto (fondatore di Motorizzonti), abbastanza per sentire sulla pelle il ritmo della strada e il legame diretto con il viaggio.

Questa volta, inoltre, c’era un elemento nuovo.
A differenza di molti altri viaggi organizzati, il tour coinvolgeva un gruppo di motociclisti già molto affiatato, appartenente a un club monomarca: il BMW Motorrad Club Pesaro.
Persone che si conoscono da anni, abituate a viaggiare insieme. Inserirsi in un gruppo così significa osservare, rispettare equilibri consolidati e trovare il proprio spazio. Un contesto ideale per raccontare il viaggio anche da un punto di vista leggermente laterale.

Da qui in poi, il viaggio ha iniziato a prendere forma.

Quando il viaggio comincia davvero

Ci sono viaggi che iniziano quando chiudi la porta di casa.
Altri, invece, cominciano davvero quando una nave lascia il porto e ti rendi conto che stai andando incontro a qualcosa di completamente diverso.

La traversata da Genova è lunga, ma il mare è calmo e il tempo a bordo scorre veloce. È il momento in cui il gruppo inizia a prendere forma, tra prime indicazioni e aspettative condivise.
Quando le ruote toccano il suolo tunisino, l’aria è piacevole e il cielo velato. C’è giusto il tempo di prendere confidenza con un traffico diverso dal nostro e fermarsi per la notte. Il viaggio organizzato in moto in Tunisia può iniziare davvero.

Entrare nel ritmo della Tunisia

La mattina successiva si respira quell’energia particolare dei primi chilometri in un Paese nuovo. Le moto vengono preparate, i bagagli fissati, le tracce caricate sui navigatori. Il motore diventa la colonna sonora e ogni dettaglio (un profumo, uno sguardo, un incrocio) entra a far parte dell’esperienza.

Lasciata l’autostrada, la Tunisia inizia a mostrarsi per quella che è davvero: strade secondarie, attraversamenti improvvisi, vita che scorre ai margini dell’asfalto.
Poi, quasi all’improvviso, appare l’anfiteatro di El Jem, uno dei più grandi anfiteatri romani del Nord Africa. Un luogo che racconta secoli di storia e che costringe, per forza, a rallentare.

Verso il sud: villaggi berberi e strade infinite

Il viaggio in moto nel sud della Tunisia prosegue e il paesaggio cambia lentamente, ma in modo continuo. Le città lasciano spazio a luoghi sospesi nel tempo.
A Chenini, villaggio berbero scavato nella roccia, l’architettura diventa una risposta diretta al clima: ambienti freschi d’estate e capaci di trattenere il calore durante l’inverno.

Le strade si fanno più morbide, il caldo è piacevole e la guida diventa naturale, fluida. Ogni curva invita a rallentare e ogni sosta diventa un’occasione per osservare e condividere sensazioni all’interno del gruppo.

A Tataouine, circondata da antichi ksour, il paesaggio assume un aspetto quasi irreale. Non è difficile capire perché queste zone abbiano ispirato l’immaginario di Star Wars: qui il confine tra realtà e fantasia è sottile.

Il deserto tunisino in moto

Arrivare a Ksar Ghilane, oasi ai margini del Sahara tunisino, significa entrare in un’altra dimensione.
Palme, acqua calda che sgorga dal terreno e sabbia tutt’intorno. Il deserto non è solo sabbia: è silenzio, luce e spazio. Una bellezza che non si impone, ma che chiede attenzione.

Dopo una notte nel campo tendato, immersi nel silenzio del deserto, aprire gli occhi qui — lontano da tutto — restituisce una sensazione di essenzialità difficile da spiegare a parole.

Sale, canyon e oasi di montagna

Da Douz, affascinante con il suo mercato, ci si addentra nello Chott El Jerid, il grande lago salato del sud della Tunisia.
La strada corre dritta per chilometri, mentre il colore del paesaggio cambia senza che tu te ne accorga: dal prevalere del giallo si passa a un bianco quasi accecante. Guidare qui è un’esperienza che resta addosso, e il paesaggio lascia senza parole.

Poi arrivano le oasi di montagna: Chebika, Mides e Tamerza. Canyon profondi, palmeti rigogliosi e villaggi abbandonati raccontano un equilibrio fragile con la natura.

La strada di Rommel, tra salite e altipiani, è uno di quei tratti che ogni motociclista vorrebbe percorrere almeno una volta. Non è solo un collegamento, ma parte integrante del viaggio.

Il ritorno

Risalendo verso nord, il cielo cambia e il vento solleva sabbia lungo la strada. Attraversando il Paese, la Tunisia mostra anche il suo volto più complesso, tra contrasti evidenti e trasformazioni rapide. Le nuove costruzioni sono numerosissime: alcune molto modeste, altre segno di una ricchezza che sembra non essere distribuita in modo uniforme.

A Kairouan, una delle città sante del Maghreb, il viaggio rallenta un’ultima volta. Vicoli, storia e la Grande Moschea che domina lo spazio e il tempo: uno dei luoghi di culto islamici più antichi del Nord Africa, ancora oggi punto di riferimento spirituale e culturale per l’intero Paese.

Cosa resta di un viaggio in moto in Tunisia

L’ultimo giorno arriva senza fare rumore. Una pioggia leggera, il cielo che si apre all’improvviso, il tempo giusto per tornare al porto e salire sulla nave.

C’è sempre un momento, alla fine di ogni viaggio in moto, in cui capisci che non stai solo tornando a casa.
Stai riportando con te volti, strade, sorrisi e quella sensazione che solo un viaggio in moto sa regalarti.

E se questo viaggio ti incuriosisce, potresti trovare interessante anche un’esperienza diversa ma per certi versi complementare, come il viaggio in moto in Offroad in Marocco, dove il rapporto con lo spazio e il paesaggio assume sfumature ancora diverse.

Un’ultima cosa…

Questo articolo nasce da un viaggio reale raccontato attraverso fotografie, video e appunti raccolti lungo il percorso.
Sono un videomaker e nei miei viaggi cerco di raccontare atmosfere, luoghi e persone attraverso immagini e parole.

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